Presentazione delle Festività Fiorentine
Tradizioni e ricorrenze dell’anno
Il Futuro del Passato
Trascrivo nel mio Blog quanto rievocato e trascritto su di un opuscolo fatto stampare dal Comune di Firenze Assessorato alla Valorizzazione Tradizionali Fiorentine e scritto , dopo una bella ricerca, da Luciano Artusi e Anita Valentini ( finito di stampare nel Novembre dell’anno 2001) .
Nel fare i miei complimenti all’Amministrazione Comunale di Firenze per quanto commissionato agli artefici della ricerca storica su Firenze , nonché a loro stessi, se ne ricava un importante strumento di conoscenza del passato e delle tradizioni antiche e moderne della nostra splendida città.
Come fiorentino sono rimasto entusiasta di quanto è stato scritto e ritagliato sui dodici mesi dell’anno , nella consapevolezza che è dalla conoscenza del nostro passato che possiamo costruire il nostro futuro.
Spero inoltre che le amministrazioni comunali che si succederanno negli anni vogliano mantenere queste tradizioni popolari
Buona lettura a chi avrà la bontà di leggere quanto sotto indicato.
Evy
giovedì 1 luglio 2010
domenica 27 giugno 2010
LETTERA DI SAN PAOLO AI GALATI
DOMENICA 27 GIUGNO 2010
XII domenica del tempo ordinario
Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà. State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amoresiate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso.
Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri. Vi dico dunque: camminate secondo lo spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo spirito e lo spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo spirito, non siete sotto la legge.
XII domenica del tempo ordinario
Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà. State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amoresiate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso.
Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri. Vi dico dunque: camminate secondo lo spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo spirito e lo spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo spirito, non siete sotto la legge.
Le parole di GANDHI
" E' sempre un mistero, per me, come gli uomini possano sentirsi onorati dall'umiliazione dei loro simili " Aveva appena visto degli indiani costretti a camminare nel rigagnolo per non intralciare i bianchi sul marciapiede.
Albert Einstein ebbe a dire di Gandhi " Le generazioni future stenteranno a credere che un uomo come lui abbia davvero camminato su questa terra "
"La forza non deriva dalle capacità fisiche. Proviene da un'indomita volonta."
Gandhi
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Commento:
Pochi uomini , su questa nostra terra hanno lasciato un segno indelebile, uno di questi è Gandhi.
Persone come lui non si possono che amare.
Evy
Albert Einstein ebbe a dire di Gandhi " Le generazioni future stenteranno a credere che un uomo come lui abbia davvero camminato su questa terra "
"La forza non deriva dalle capacità fisiche. Proviene da un'indomita volonta."
Gandhi
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Commento:
Pochi uomini , su questa nostra terra hanno lasciato un segno indelebile, uno di questi è Gandhi.
Persone come lui non si possono che amare.
Evy
lunedì 21 giugno 2010
LE VERITA' DI BUDDHA
Proteggiendo se stessi si proteggono gli altri; proteggendo gli altri si protegge se stessi.
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Le parole hanno il potere di distruggere e di creare, quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.
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Nessuna cosa vivente deve essere uccisa non il più piccolo animale o insetto, perché ogni vita è sacra.
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Noi siamo quello che pensiamo.
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Tante parole una sola esortazione: CONSAPEVOLEZZA
Buddha
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Le parole hanno il potere di distruggere e di creare, quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.
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Nessuna cosa vivente deve essere uccisa non il più piccolo animale o insetto, perché ogni vita è sacra.
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Noi siamo quello che pensiamo.
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Tante parole una sola esortazione: CONSAPEVOLEZZA
Buddha
sabato 19 giugno 2010
L'AMORE E' SEMPRE NUOVO
L'amore è sempre nuovo non importa che amiamo una,due,dieci volte nella vita:
ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. Amore può condurci all'inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. E' necessario accettarlo perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. E' necessario ricercare l'amore là dove si trova anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza.
Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore anche l'amore muove per venirci incontro, e ci salva.
Paulho Coelho
ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. Amore può condurci all'inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. E' necessario accettarlo perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. E' necessario ricercare l'amore là dove si trova anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza.
Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore anche l'amore muove per venirci incontro, e ci salva.
Paulho Coelho
LE DUE FRECCE
Sia l'uomo ignorante che l'uomo saggio che percorre il sentiero percepiscono sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Ma qual’è la differenza tra i due, ciò che li caratterizza?
Facciamo l’esempio di una persona che, trafitta da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l’insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e - come reazione - si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà. Quindi egli fa esperienza di due dolori: quello fisico e quello mentale.
Gravato dalla sensazione spiacevole, reagisce con avversione e, con questo atteggiamento, inizia a creare in sè un condizionamento di avversione.Infatti, quando prova queste sensazioni negative, egli cerca il diletto in qualche sensazione piacevole, perchè - da persona ignorante quale è - non sa rispondere correttamente ad una sensazione spiacevole se non cercando riparo nel piacere dei sensi. E quando comincia a godere di un piacere, allora comincia ad instaurarsi in lui un condizionamento al desiderio, alla bramosia.Egli è completamente inconsapevole di come vadano le cose, non sa cioè che le sensazioni sono impermanenti, non sa quale sia l’origine della bramosia verso di esse, non conosce il pericolo che rappresentano, e non sa quale sia la via per non esserne schiavi.Questa sua incapacità crea dentro questo tipo di uomo un condizionamento di ignoranza. Provando sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre, l’ignorante, rimanendone condizionato, lontano dalla verità, è soggetto alla nascita, alla morte, alla vecchiaia, ai turbamenti, alle sofferenze, alle negatività. L’ignorante è così destinato all’infelicità.Invece l’uomo saggio, che percorre la via della verità, quando prova una sensazione spiacevole, non si preoccupa, non si agita, non piange, non urla, non si batte il petto, non perde il senso della realtà.È come chi venga trafitto da una sola freccia e non da due, percependo solo un tipo di sensazione spiacevole, quella fisica e non quella mentale. Colpito così da questa sensazione, non reagisce con avversione, e così non si forma in lui un condizionamento all’avversione.
Inoltre non cerca rifugio in una sensazione piacevole per sfuggire quella spiacevole che sta vivendo. Egli sa, da persona saggia che è sulla via della verità, come ripararsi dalla sensazione sgradevole senza cadere nel piacere dei sensi. Così evita di creare un condizionamento di bramosia e desiderio. Egli comprende la realtà così come essa è effettivamente, del perenne sorgere e passare delle sensazioni, di quale sia l’origine della bramosia verso esse, del pericolo che essa costituisce e del modo di uscirne. Avendo dunque la perfetta e completa comprensione della realtà, egli non permette che si formino in lui questi condizionamenti di ignoranza.Quindi il meditante impara a rimanere equanime e distaccato qualora si manifestino sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Così facendo, chi cammina sulla via del retto insegnamento, rimane distaccato anche dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla morte, dai turbamenti, dalle sofferenze e dalle negatività. Egli è equanime davanti a tutte le sofferenze. Questa è la differenza tra il saggio e l’ignorante.L’uomo saggio, concretamente addestrato nella pratica del retto insegnamento, rimane equanime di fronte alle sensazioni gradevoli e sgradevoli che sorgono
Buddha
Facciamo l’esempio di una persona che, trafitta da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l’insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e - come reazione - si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà. Quindi egli fa esperienza di due dolori: quello fisico e quello mentale.
Gravato dalla sensazione spiacevole, reagisce con avversione e, con questo atteggiamento, inizia a creare in sè un condizionamento di avversione.Infatti, quando prova queste sensazioni negative, egli cerca il diletto in qualche sensazione piacevole, perchè - da persona ignorante quale è - non sa rispondere correttamente ad una sensazione spiacevole se non cercando riparo nel piacere dei sensi. E quando comincia a godere di un piacere, allora comincia ad instaurarsi in lui un condizionamento al desiderio, alla bramosia.Egli è completamente inconsapevole di come vadano le cose, non sa cioè che le sensazioni sono impermanenti, non sa quale sia l’origine della bramosia verso di esse, non conosce il pericolo che rappresentano, e non sa quale sia la via per non esserne schiavi.Questa sua incapacità crea dentro questo tipo di uomo un condizionamento di ignoranza. Provando sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre, l’ignorante, rimanendone condizionato, lontano dalla verità, è soggetto alla nascita, alla morte, alla vecchiaia, ai turbamenti, alle sofferenze, alle negatività. L’ignorante è così destinato all’infelicità.Invece l’uomo saggio, che percorre la via della verità, quando prova una sensazione spiacevole, non si preoccupa, non si agita, non piange, non urla, non si batte il petto, non perde il senso della realtà.È come chi venga trafitto da una sola freccia e non da due, percependo solo un tipo di sensazione spiacevole, quella fisica e non quella mentale. Colpito così da questa sensazione, non reagisce con avversione, e così non si forma in lui un condizionamento all’avversione.
Inoltre non cerca rifugio in una sensazione piacevole per sfuggire quella spiacevole che sta vivendo. Egli sa, da persona saggia che è sulla via della verità, come ripararsi dalla sensazione sgradevole senza cadere nel piacere dei sensi. Così evita di creare un condizionamento di bramosia e desiderio. Egli comprende la realtà così come essa è effettivamente, del perenne sorgere e passare delle sensazioni, di quale sia l’origine della bramosia verso esse, del pericolo che essa costituisce e del modo di uscirne. Avendo dunque la perfetta e completa comprensione della realtà, egli non permette che si formino in lui questi condizionamenti di ignoranza.Quindi il meditante impara a rimanere equanime e distaccato qualora si manifestino sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Così facendo, chi cammina sulla via del retto insegnamento, rimane distaccato anche dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla morte, dai turbamenti, dalle sofferenze e dalle negatività. Egli è equanime davanti a tutte le sofferenze. Questa è la differenza tra il saggio e l’ignorante.L’uomo saggio, concretamente addestrato nella pratica del retto insegnamento, rimane equanime di fronte alle sensazioni gradevoli e sgradevoli che sorgono
Buddha
La verita è una terra senza sentiero
L’ uomo non può arrivare ad essa con alcuna organizzazione, con alcuna dottrina religiosa, con alcun dogma, preghiera o rituale, non con alcuna conoscenza filosofica o tecnica psicologica. Deve trovarlo tramite lo specchio del rapporto, con la comprensione del contenuto della sua propria mente, con l’osservazione e non con l’analisi intellettuale o le dissezioni introspettive.Non vi è percorso alla verità, essa deve venire a voi. La verità può venire a voi soltanto quando le vostre menti e i vostri cuori sono semplici, liberi e vi è amore; non se il vostro cuore è occupato dalle cose della mente. Quando c’è amore nel vostro cuore, non parlate dell’organizzazione per la fratellanza, non parlate della credenza, non parlate della divisione o delle potenze che creano la divisione, non dovete cercare la riconciliazione. Allora siete semplicemente un essere umano senza un’etichetta, senza un paese. Ciò significa che dovete mettervi a nudo di ogni cosa e permettere che la verità possa manifestarsi; e può venire soltanto quando la mente è vuota, quando la mente cessa di creare. Allora verrà senza il vostro invito. Allora verrà rapidamente come il vento. Viene inaspettatamente, non quando state aspettando, desiderando. E’ accecante come la luce solare, pura come la notte; ma per riceverla, il cuore deve essere pieno e la mente vuota. Voi, ora, avete la mente piena e il vostro cuore vuoto.
Krishnamurti
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