geronimo

martedì 29 luglio 2014

Enciclica di Papa Francesco

Come leggerla e applicarla (alcune indicazioni di marcia)

Al termine di questa rapida esposizione quasi per titoli della enciclica Lumen fidei (il nostro intento è stato quello di invogliare a leggerla attentamente ed approfondirla con pazienza), forse può essere utile tentare di suggerire alcune piste da seguire, quasi indicazioni di marcia e di impegno per tradurre in pratica di vita.
1) Sul piano personale: un serio approfondimento biblico sulla fede, come dono, cammino e storia, in tutti i suoi diversi aspetti vissuti dai grandi testimoni che hanno dimostrato come la fede non sia una dottrina astratta, teorica, ma vera esperienza drammatica di vita, di amore, di perdono, di speranza. Con una revisione del proprio atteggiamento nella ricerca religiosa e relativo studio biblico, se fatto con umiltà, soprattutto valorizzando la grazia indispensabile tramite la preghiera e i sacramenti.
2) in famiglia: una seria verifica da parte dei genitori se i loro figli possono trovare in casa la prima esperienza di fede, come prova concreta della paternità di Dio; se proprio fidandosi dell'amore dei genitori possono imparare a fidarsi di Dio stesso, atteggiamento decisivo per la fede vera.
3) A livello ecclesiale: sulla base dell'interessante considerazione circa il Battesimo dei bambini giustificata unicamente per la fede di genitori e padrini, rimeditare l'esigenza di sentirsi tutti corresponsabili della fede di tutti richiamando la verità della comunione dei Santi e quindi la verifica concreta dello stile di partecipazione alla Liturgia, specie quella eucaristica. Il tutto con umiltà, generosità egioia, consapevoli di essere dei fortunati perché toccati dalla grazia di credere all'Amore.

IL CUORE NELLA BIBBIA

Centro della persona umana

"Tu amerai il signore Dio tuo, con tutto il cuore" Nella Bibbia l'invito ad amare il Signore coinvolge sempre il cuore dell'uomo. Infatti, mentre per noi il cuore indica il luogo dei sentimenti e dell'affetto, nella concezione biblica designa invece tutto l'uomo, la sua volontà e coscienza, la sua capacità di scegliere e di decidere tra il bene e il male.
Nel cuore è quindi il centro della persona da cui si diffondono il bene e il male. Per questo Gesù può dire ai suoi contemporanei che il male non viene dal di fuori dell'uomo, ma ha le sue vere origini nell'uomo stesso, nelle sue scelte, nel suo stile di vita, cioè nel suo cuore: " Dal dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini escono i propositi  di male: impurità, furti, omicidi, adulteri....invidia, calunnia , superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo.
Nel cuore dell'uomo quindi culmina l'opera educatrice di Dio che, partendo dalle molte norme esteriori, è ora finalmente arrivata, con la parola di Gesù, al suo centro, alla sua interiorità al suo cuore.
Un atteggiamento dell'uomo particolarmente disapprovato dalla Bibbia è la " durezze di cuore": " Non indurite il cuore come a Meriba" (sal.95,8), " Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli" (Mt 19,8).
La durezza di cuore è chiamata nel Vangelo con il vocabolo greco skerokardia (letteralmente "sclerosi del cuore"). Il termine sklerotes (sclerosi) indica l'indurimento o la chiusura delle arterie, per cui il sangue non affluisce con facilità ne nostro organismo, con grave rischio per la salute. Così è dell'uomo nel cui cuore non fluisce più la Parola di Dio. Non più alimentata da questo flusso vitale, l'uomo rischia il fallimento totale di se stesso.
Si rende necessaria una profonda conversione, che il Salmista invoca con umiltà (Crea in me, o Dio, un cuore puro; e che Gesù chiama "purezza di cuore", alla quale è promessa la beatitudine della visione di Dio (Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio).

domenica 6 luglio 2014

ALLEGORIA

Diversi modi di leggere la Bibbia
Questo termine di origine greca (alos, "altro", agoreùo, "dire") racchiude quel modo di interpretazione della Bibbia, che era adottato dai Padri della Chiesa (cioè i grandi scrittori e commentatori della Bibbia dei primi secoli cristiani) e conosciuto come lettura allegorica.
Ricercare un "altro" significato di un testo biblico significava aprirsi ad un "altro" registro (o modo) di lettura, un registro più profondo, più spirituale, capace di illuminare e orientare la vita e la fede del credente.
Ma soprattutto la lettura allegorica della Bibbia trovava la sua motivazione di fronte a quei testi che presentavano maggiori difficoltà di comprensione o contenevano episodi e azioni che potevano sembrare a prima vista poco "edificanti" (pensiamo alla "guerra santa" o all'ordine divino di sterminare i nemici sconfitti o a comportamenti non sempre esemplari sotto l'aspetto morale).
Alla lettura allegorica della Bibbia (il cui esponente principale fu Origene (185-254) si contrapponeva la lettura letterale dei testi biblici, che venivano interpretati nel loro significato immediato.
Anche gli ebrei conoscevano la lettura allegorica, che però applicavano al solo libro del Cantico dei Cantici, interpretandolo come un canto d'amore di Dio ("lo sposo") per il suo popolo Israele ("la sposa").
I commentatori cristiani invece ne facevano un'ampia applicazione interpretando tutto l'Antico Testamento come "figura" o "tipo" o "anticipazione" del Nuovo Testamento (ad esempio Mosé e Gesù, le acque del Mar Rosso e l'acqua del Battesimo).
Ma era nell'interpretazione delle parabole evangeliche che appariva con più evidenza la lettura allegorica , come l'interpretazione della parabola dl "Buon Samaritano", dove il ferito è l'umanità colpita dal peccato, il buon samaritano è Gesù salvatore, l'olio ed il vino sono i sacramenti della Chiesa e l'albergo è la Chiesa.

MITI E UMILI DI CUORE

SULLE ORME DI GESU' CRISTO

Cristo è il maestro umile e mite di cuore, che dobbiamo imitere! l'umiltà e mitezza non facilmente reperibili in un mondo, il nostro, dove il più forte impone la sua legge. Eppure è necessario che noi cristiani, che vogliamo camminare sulle orme di Cristo, ci sforziamo di praticare l'umiltà e la dolcezza che vediamo risplendere in lui. Il profeta Zaccaria invita Gerusalemme alla gioia: il re-messia  arriverà e stabilirà un regno di pace e di giustizia, che si estenderà a tutte le nazioni.
San Paolo sottolinea l'opposizione che esiste tra le tendenze cattive che portiamo in noi e lo sforzo di sottrarci al loro giogo per modellarci con Cristo, vivere come lui e in lui, adorando il padre e servendo appassionatamente  il prossimo. Gesù benedice e ringrazia il Padre  perché ha scelto di rivelare ai piccoli e agli umili i segreti del suo cuore, mentre li ha tenuti nascosti ai sapienti e agli intelligenti. L'umiltà del cuore è la virtù indispensabile e fondamentale per costruire un rapporto sincero, amorevole, gioioso  con il Padre .
Di quì l'insistenza di Gesù " Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore"

SAN PIETRO E PAOLO
I Santi Apostoli Pietro e Paolo ci trasmettono ancora oggi la loro fede e il loro amore a Cristo con l'offerta della loro testimonianza suprema e convincente. Sono il buon seme gettato in terreno fertile. La liberazione di Pietro ad opera dell'angelo del Signore risponde alle attese della comunità. Anche Paolo farà  una simile esperienza ! Scrivendo a Timoteo, l'Apostolo riflette sul senso della propria vita spesa per il Vangelo.
Gesù mette alla prova i discepoli, chiedendo chi egli sia per loro. Pietro risponde confessando di riconoscere in lui il Figlio di Dio.

I SACRIFICI NELLA BIBBIA

Ricerca di comunione con Dio

Con i sacrifici, che comprendevano l'offerta di animali e vegetali, il popolo di Israele esprimeva la ricerca di comunione o di unione con il suo Dio, che si era rivelato come il Dio dell'Alleanza.
I capitoli 1-7 del libro del Levitico ci offrono una descrizione del rituale che li accompagnava. (il Levitico è il libro che più di tutti si interessa al culto, ai sacrifici e ai sacerdoti (il nome deriva da Levi, capostipite della tribù sacerdotale e dei leviti).
Ecco i principale sacrifici che troviamo nella Bibbia: Ollocausto: è il sacrificio nel quale la vittima viene totalmente consumata con il fuoco (dal greco òlos, "tutto" e kaustos, "bruciato").
Oblazione: è l'offerta dei prodotti del suolo (vegetali o cereali), come la farina e le spighe di grano, le verdure e l'olio.
Sacrifici di comunione: mediante questi si rendeva visibile la comunione dell'uomo con Dio, perché la vittima in parte veniva offerta a Dio e in parte era consumata dai fedeli. Erano chiamati anche " sacrifici pacifici ( in ebraico shelamim, da shalon, "pace").
Sacrifici di espiazione e di riparazione: erano quelli offerti per i peccati. Importanti erano quelli offerti nel " Grande Giorno dell'Espiazione" ( lo Yom Kippur), come leggiamo in Levitico 16.
Nel tempio di Gerusalemme era in vigore  l'offerta quotidiana (chiamata tamid, "regolare") dell'ollocausto (abitualmente un agnello) e dell'incenso, al mattino e alla sera.
L'offerta dei sacrifici era inserita in un rito e veniva accompagnata da preghiere e canti, come appare nei Salmi. Gli ebrei indicavano l'offerta presentata a Dio nel tempio con il termine gorban (dal verbo qarab, "avvicinarsi", "essere vicino". Avvicinandosi con la propria offerta al tempio, l'uomo avvicinava se stesso a Dio, realizzando le parole di Sal: " Il mio bene è stare vicino a Dio".


martedì 3 giugno 2014

AMICALISMO

AMICALISMO

Movimento religioso nativista africano (del Congo ex francese), il cui esatto nome è Amicale Balali, fondato nel 1926 da André Matusa. Il fondatore perseguitato dalle autorità francesi, dopo al sua morte (1942) divenne il “Cristo” degli amicalisti. Come molti altri movimenti nativisti africani l’amicalismo intendeva opporsi ai bianchi con la creazione di un “cristianesimo” negro. Pertanto la rivolta politica ai bianchi diventava  anzitutto una rivolta culturale: l’indipendenza politica si doveva fondere su un’indipendenza culturale. Ciò che il cristianesimo era nella cultura dei bianchi, l’amicalismo doveva diventare per la cultura indigena congolese. Questo confronto spiega l’assunzione da parte dell’amicalismo di forme  del culto cristiano, quali il segno della croce e le chiese.


MATSUA ANDRE’


Profeta congolese della tribù Sundi Ladi (m.1942). Di educazione cattolica visse per qualche tempo in Francia , dove frequentò circoli politici che lottavano per i problemi dei neri e contro il colonialismo, e fondò (1926) un movimento indigenista detto amicalismo. Tornato in patria  verso il 1930. promosse l’organizzazione religiosa e politica del suo movimento che si inseriva nell’azione indipendentista (e religiosa) congolese del Kimbangismo. Arrestato nel 1940, fu deportato nel Ciad, dove morì in prigionia. I suoi fedeli presero a venerarlo come Gesù-Matsùa, attendendone il ritorno come liberatore.

ANIMISMO

ANIMISMO
(SECOLO XVIII; DA ANIMA). Tendenza a considerare l’anima come principio della vita e del pensiero. In filosofia si dicono animistiche le teorie che ritengono tutti gli esseri animati e viventi: secondo Aristotele, Talete affermava che tutto ha in se il principio del movimento in quanto ha un anima ; all’animismo religioso si ricollegano anche l’aérdi Anassimene e lo neuma  dei pitagorici; Democrito ammette l’anima anche nelle pietre. La convinzione che ogni movimento ha come causa unica l’anima porta Platone ad ammettere  l’anima anche nel mondo e negli astri; agli storici si deve la teoria dell’animazione universale; il concetto delle anime stellari e dei cieli animati è presente in Cicerone e Virgilio e per essi tramandato al Medioevo.. Gli astri sono animati anche per Plotino e l’idea di animazione universale si complica ulteriormente nei neoplatonici fino a sfociare in volgari forme magiche, che trovano un campo fertile nel Medioevo. Ancora nel Cinquecento magia e cabala diffondono l’idea che ogni cosa sia viva e animata. Nella teoria dello psicologo svizzero Jean Piaget, tendenza caratteristica della prima infanzia, a considerare la realtà animata, o meglio, a dare un’anima alle cose mediante il gioco  simbolico e fantastico.
Strettamente legato all’artificialismo, l’animismo, viene considerato dal Piaget una manifestazione dell’egocentrismo  del pensiero infantile, inteso come una mancata distinzione tra  mondo interiore e mondo esterno, e si realizzerebbe attraverso  un’assimilazione degli oggetto alla propria attività. L’animismo è un tipo di religione individuato  e denominato così dallo scozzese Edward B: Tylor, etnologo e fondatore della scienza storico religiosa .
Si tratta di una religione accentrata sulla nozione  e sul culto di “ esseri”  “spirituali”  che animerebbero il mondo: uomini, piante, animali e in genere ogni manifestazione naturale (sole, luna, fiumi, sorgenti, vento tempeste,
Una religione di questo genere  veniva attribuita da Tylor alle popolazioni primitive ;sarebbe una religione spontanea , che non presupporrebbe  altra cultura come fondamento, ma nascerebbe dalle esperienze psico-fisiche di ogni individuo e dalla mentalità ancora infantile di quei primi uomini che ad esse avrebbero dato una spiegazione e una rozza sistemazione.

Le esperienze del sonno,degli stati spico-patologici e della morte avrebbero fornito la nozione essenziale di anima. Sogno, allucinazione, ecc., danno la sensazione  che uno spirito-anima abbandoni il corpo in cui alberga, per vagare in religioni ignote, incontrarsi con altri spiriti e vivere, insomma, una vita diversa da quella normale: una vita superumana , e perciò contrassegnata dalla sacralità. La conferma, poi, dell’esistenza dello spirito-anima verrebbero dalla morte, quando cioè il corpo, abbandonato per sempre dal proprio spirito-anima, resta “inanimato”. Da questa concezione fondamentale  si passa con facilità alle illazioni e ai costrutti propri di una mentalità infantile che avrebbero portato i primi uomini ad attribuire a tutto il mondo circostante quegli spiriti-anima che essi avevano scoperto in se:di qui l’animazione di fiumi, alberi, ecc. , ossia la formazione di una religione animista. Una simile religione permetteva all’uomo di trattare con le cose inanimate come se fossero esseri viventi, dandogli così l’illusione di poter influire in qualche modo sulla natura. Questo genere di comportamento umano viene accettato da Tylor come istintivo, fondandosi il suo giudizio sul comportamento del bambino che parla con gli oggetti inanimati che lo circondano e pretende di influire in tal modo su di essi. La teoria tyloriana sull’animismo va inquadrata in una corrente di studi etnologici e antropologici, l’evoluzionismo, per la quale l’umanità si sarebbe naturalmente e gradualmente evoluta, attraverso il passaggio di fasi comuni a tutti i popoli, muovendo dal momento semi-animalesco degli istinti per arrivare fino all’ultima tappa costituita dalla moderna civiltà occidentale. Nella visione di un simile sviluppo Tylor vedeva nell’animismo il primo gradino dell’evoluzione religiosa  che avrebbe portato l’uomo a religioni sempre più elevate fino all’apice raggiunto dal monoteismo . Le teorie di Tylor  vennero superate già  nell’ambito dell’evoluzionismo , dove si cercò di definire una forma di religione  ancora più primitiva o istintiva : il cosiddetto preanimismo magico (o animalismo) Ma l’evoluzionismo stesso  fu a sua volta superato  dalla problematica  storico-religiosa, cui certe risposte fondate sul semplice rinvio a presunti istinti  non bastavano più. Si continuò tuttavia a parlare  di animiamo , ma ora non più intendendo  una forma organica di religione , bensì un modo di espressione  religiosa rinvenibile ad ogni livello. In pratica : la credenza in esseri sovrumani, spiriti o demoni , che vengono localizzati in posti religiosamente importanti o lacui importanza è religiosamente rilevata.